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Retro Domenica

Retro Domenica

by on 22 novembre 2011 in IPN Life 1 Comment

Domenica, 20 novembre 2011.

Una domenica come tante altre, di quelle che ti dici: “ecco adesso mi sveglio a mezzogiorno, che non ho una cippa da fare, che non ho fatto tardi ieri sera e forse 12 ore di sonno sono eccessive”. Ma non importa, tanto è domenica.

Ma il buon Pizzi, sì Simone Pizzi, quello che assecondiamo nelle sue manie di conquista podcastiana in Archeologia videoludica e in un’altra miriade di trasmissioni via internet. Proprio lui, la sera prima mi dice: “domani c’è una fiera sul retrocomputing, in particolare il Commodore! Ci andiamo!?”. Potrei dire di no, ma poi mi sguinzaglierebbe dietro la sua gatta mannara e Diosasolocosa potrebbe succedermi.

E quindi dico “Va bene”; dopotutto sarà una domenica diversa, e stìca. Dormirò di meno ma sarò testimone dell’esistenza del famigerato Commodore 65, si quello avvolto dal mistero, quello che si dice essere stato costruito ma mai messo in commercio se non in pochi esemplari rarissimi, quello che ne hai paura a parlarne ad alta voce che magari è come la cassetta di The Ring. Si perché il buon Pizzi mi millanta che c’è un tipo lì, già proprio lì, che ne ha uno!

Allora sveglia alle nove (non pensavo esistesse quell’ora anche di domenica) e partenza alle dieci, perché dobbiamo arrivare presto, prima della calca, prima che qualcuno colto da un raptus faccia precipitare l’evento nel caos o che vada a fuoco un vecchio C64 per un cortocircuito! Tanto c’è il blocco delle auto e girano solo quelle ecologiche; come la mia. Venti minuti e siamo arrivati; parcheggiamo e ci avviciniamo al mercatino dell’usato in via Conca D’Oro, perché e lì che si tiene il raduno o almeno speriamo… l’indirizzo preciso non lo conosciamo.

E ci avviciniamo prendendo possesso della strada vuota come sopravvissuti di un olocausto da camminamorti (leggasi zombas) e raggiungiamo la meta. Qualche minuto per raccapezzarsi e troviamo lo stand. Si è lui. Ne siamo certi. Si riconosce dal lieve odore di plastica surriscaldata misto al bruciaticcio dei circuiti stampati. Benvenuti negli anni ottanta! In verità i presenti sono pochi perché, alla fine, siamo stati diligenti… abbiamo anticipato la calca e lo psicopatico armato di AK-47 che farà la strage in giornata, ma anche quelli che i computer li devono allestire.

E quindi ci sono solo 5-6 standisti con i loro macchinari bellamente esposti. E c’è di tutto, Commodor Vic 20, 64, plusqualcheccosa… Perché quelli lì conservano di tutto, non buttano via niente!!! E via di Lemmings, Gyruss, Batman The Movie e altre amenità direttamente uscite dal nostro passato, che non sai se sorridere o scappare via lontano, perché alla fine 25 anni buoni sono passati… ed era meglio non rendersene conto! Conosciamo un tipo, si chiama Carlo, è tra gli organizzatori dell’evento.

Il buon Pizzi subito lo importuna perché ci deve concedere un’intervista. Non è difficile convincerlo. Ci riversa il suo scibile in pochi minuti che neanche Johnny Mnemonic ne uscirebbe illeso. E poi Leonardo Forti, ingegnere (credo) in pensione che ci racconta di come utilizzò un C64 collegato ad un organo a canne per registrare un’esecuzione di tale strumento e di averla salvata su dischetti… non ho capito bene a cosa servisse… penso roba massonica. Poi Marco JJ Flash, un ragazzo di chiare origine campane che ci illustra una cartuccia da inserire nel Commdore e che funge da emulatore di giochi ed applicazioni… praticamente un emulatore ROM che funziona su hardware dell’epoca. Questo se emulare su un pc moderno non ti basta! Se vuoi di più nella vita! Se ti lamenti che il “Billy” è uscito di produzione troppo presto.

Alla fine arriva anche un altro tipo, Fabio, che tira fuori cose direttamente dall’oltretomba informatico, manco un necromante di “The elder scroll”. Cribbio! Un Nintendo color tv 15! Si avete capito bene, la bilancia pesa-nani color arancione forte, in tutto il suo splendore accecante (è il caso di dirlo, perché le diottrie calano progressivamente nel guardarlo); per non parlare del Magnavox Odyssey 2001 col suo candore quasi infantile. E poi (uditeudite) un esemplare del Fairchild Channel-F! Già esatto proprio quello! L’antesignano di tutti i moderni dildo! Con i suo joystik impugnabili e dotati di testine roteanti e schiacciabili! Una goduria per gli occhi… e per taluni di chissà quali altre parti!

Fabio ci racconta che ha un blog che si chiama quasi come il nostro programma e cioè “archeoludica”, più un altro sito che ovviamente non ricordo perché NON si chiama quasi come il nostro programma… Ci racconta anche amene curiosità su tali console, che farebbero impallidire anche “Siciliana” Jones. Le volete sentire? No vero? Tanto le ho già dimenticate tutte. Ma se proprio siete dei feticisti archeovideoludici potrete ascoltarle, perché Simone, armato di I-Phone ha registrato tutto, ma proprio tutto! E in qualche modo ve le sorbirete!

Stiamo quasi per accomiatarci quando, parlando con Carlo, tocchiamo “casualmente” il tasto Commdore 65 e lui per tutta risposta ci dice, con nonchalance, che è venuto in possesso di un esemplare funzionante della citata macchina.
Che scoop! Allora esiste! E dov’è?! A casa… perché suscettibile all’umidità! Come suscettibile?! Ma cavolo! E noi non siamo suscettibili!!?!! E chi ci dice che sia vero?! Ci dobbiamo fidare?! Non siamo proprio convinti, ma Carlo raddoppia la dose. E’ in contatto con gli ex sviluppatori degli hardware della Commodore e ci comunica via Skype! Facciamo un passo indietro, non sappiamo se scappare o stare a sentire… incoscienti restiamo a sentire e prendiamo contatto per una eventuale intervista in trasmissione, che alla fine, il beneficio del dubbio lo hanno dato pure all’economia italiana…

C’è profonda amarezza in noi… ma almeno abbiamo conosciuto della gente simpatica… Si ho capito ma il C65!!! Era lì! A portata di mano!!! Ed invece è sfumato per colpa della sua suscettibilità! Un po’ di sdegno, due blasfemie al volo e salutiamo tutti… Alla prossima cara e simpatica gente votata al retrocomputing… forse un giorno ci rivedremo… Nel frattempo quella del C65 rimane una storia ammantata dal mistero e nella leggenda perché, come da prassi, in queste situazioni la verità sfugge all’ultimo secondo. Ma dobbiamo essere felici… Una giornata piacevole, il sole, abbiamo evitato il traffico, la calca, lo psicopatico che rovina gli eventi e non è andato a fuoco nulla… Ritorniamo in macchina a mo’ di camminamorti, con tanto materiale e un pizzico di esperienza in più… peccato per la vista… tra fosfori verdi e Nintendo sgargianti ci si è fottuta dibbrutto!

Articolo pubblicato anche su oldgamesitalia.net
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