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IL BOLOGNINO dal locale al globale, dal passato al futuro

IL BOLOGNINO dal locale al globale, dal passato al futuro

Dalla volontà e dai progetti di un gruppo di amici, ma sopratutto dall’entusiasmo che ho infuso in loro, lo scorso dicembre è nato Il Bolognino. Sapete che sono l’ideatore e conduttore di Fuori Tempi, il programma di approfondimento politico e giornalistico di IPN, e come avrete intuito oggi non vi parlerò di Fuori Tempi, ma di un altro mio progetto.

Definisco il Bolognino un progetto, sebbene il nostro foglio mensile di approfondimento abbia già visto la luce e perciò si sia già concretizzato. Per me è un progetto in divenire, perché siamo appena partiti e perché per ora siamo partiti con umiltà senza grandi ambizioni ma col giusto piglio. Per rendere la pubblicazione rilevante e conosciuta mancano ancora però alcuni ingredienti, ma di questo diremo in seguito. Le intenzioni e le finalità che mi hanno spinto a proporre questo progetto a ragazzi selezionati per la loro capacità di pensiero critico, sono molte e diverse. Non si tratta di un altro giornale come ce ne sono già tanti, per tutta una serie di ragioni.

Il Bolognino si differenzia da tutte le altre pubblicazioni per scelta dei contenuti, tematiche trattate, tipo di distribuzione e finanziamento.

Per ora ce lo autofinanziamo ma in prospettiva vogliamo ottenere quanto serve alla stampa del giornale lasciando uno spazio alle associazioni bolognesi interessate, schivando perciò il tradizionale percorso della pubblicità commerciale. Ma prima di spiegare questa altre peculiarità, urge fare un discorso più generale sulla situazione dell’editoria italica. A Bologna come nel resto della penisola l’editoria tradizionale vive un momento di crisi eccezionale, con vendite in continuo calo dal 2000 ad oggi. Pensate a come io e voi ci informiamo: sempre meno con lo strumento cartaceo e sempre più tramite le notizie in tempo reale della rete o in tv o in podcast o alla radio. Oggi molti sono dotati si smartphone et similia, sono virtualmente collegati al mondo dell’attualità 24h su 24. Inevitabile che l’interesse per le notizie del giorno prima su formato cartaceo, cioè il tradizionale quotidiano, venga meno. In concomitanza con questa evoluzione nella fruizione dell’informazione che oserei definire non solo italiana ma mondiale, in Italia il settore deve scontare anche il netto calo dei finanziamenti pubblici all’editoria, che fino a pochi mesi hanno rimpinguato le casse vuote di molti quotidiani locali. A Bologna hanno recentemente chiuso due quotidiani storici della città e della provincia: l’Informazione e il Domani. Fondare un altro giornale in una situazione simile può sembrare puro azzardo o senso della sfida.

Il Bolognino tuttavia non è un quotidiano, ma un mensile. La crisi dell’editoria si fa sentire in tutte le pubblicazioni ma è più pressante sui quotidiani. Inoltre c’è una differenza contenutistica che lo caratterizza e lo animerà, almeno nelle mie intenzioni e nelle intenzioni dei redattori: la ricerca di un approfondimento storico, politico, culturale che vada oltre la semplice riproposizione della notizia. Il Bolognino – e il nome la dice lunga – ha anche però una forte impronta locale, e non poteva essere altrimenti dato che per ora i redattori sono anche i distributori. Il Bolognino è un foglio B4, con quattro facciate. Lo spazio non è molto, perciò ho formalizzato una struttura standard per ripartire le notizie nelle pagine. La prima pagina tratta dell’argomento saliente del mese per la città di Bologna. La cronaca è praticamente esclusa, noi trattiamo di argomenti che spesso vengono relegati in ventesima pagina sui quotidiani tradizionali.

Proprio la scelta delle tematiche da trattare ci contraddistingue. Diamo grande spazio alle iniziative della società civile, nessuno spazio alla politica e ai partiti perché ne hanno già troppi, molto spazio alla cultura perché è la chiave per cambiare il nostro presente, tanto spazio alla memoria, perché senza passato non ci può essere futuro. Il dicembre, all’avvio della campagna di “obbedienza civile” promossa dal movimento per l’acqua pubblica abbiamo deciso di dedicare a loro la prima, lasciando spazio al loro porta voce. E questa è un altra caratteristica saliente de Il Bolognino: è uno spazio aperto ai contributi di tutti i settori della società bolognese e a tutte le istanza sociali. Con l’unica prerogativa che, essere voce di tutti, non significa dare voce a tutti, rimane previa una nostra valutazione contenutistica. La nostra bussola è e sarà la Costituzione italiana.

Il Bolognino si caratterizza anche come distribuzione. Non è l’ennesimo prodotto online. Non è neanche l’ennesimo volantino cartaceo. Il Bolognino è sia cartaceo che online, cioè al contempo tradizionale e innovativo. Locale ma anche globale, o meglio glocale. Abbiamo così condensato istanze sociali locali, la memoria, la cultura, l’approfondimento e l’informazione sull’Ue. Guarda caso proprio istanze poco trattare dai media tradizionali. Non vi resta che farci l’in bocca al lupo per la nuova avventura!

Presto sarà disponibile un sito; per ora potete consultare Il Bolognino qui: www.issue.com/ilbolognino o sulla pagina FB e Twitter de Il Bolognino. Per info e curiosità, mandateci una mail ilbolognino@gmail.com

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