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Genesi di un iLibro

Genesi di un iLibro

by on 9 febbraio 2012 in IPN Life 4 Comments

la copertina del libro digitale

Da Suppakitchen o’ AlexCì. La mia supercucina.

Ho in testa quest’idea da almeno due anni, prima ancora di tutti i podcast, prima dei vari “diggaZ”. Quando ho iniziato a cucinare, per piacere e per piacermi, ho pensato che sarebbe stato interessante condividere le mie esperienze tra i fornelli, soprattutto perché io non so assolutamente cucinare, per cui anche il più semplice hint mi avrebbe aiutato non poco.

In testa le idee c’erano, ma non riuscivo a formalizzarle in nessun contenitore. Avevo buttato giù qualche ricetta, anche in tono spiritoso, ma niente di concludente o di conclusivo.

Poi è arrivata mamma Apple a presentare iBooks e iBooks Author, rispettivamente piattaforma e software di authoring di libri multimediali per iPad. Mi sono guardato il video di presentazione del tutto, cosa che consiglio di fare anche a voi cliccando qui: http://j.mp/wxekeR. Ho visto ‘sto coso e ho pensato: “Ma che figata cosmica!”.

Phil Schiller presenta la nuova versione di iBooks e iBooks Author in un evento organizzato da Apple il 19 gennaio 2012

Ad un certo punto Schiller dice che anche se tutto il circo Barnum è stato pensato per i libri scolastici, soprattutto per i ragazzi delle medie o per i bambini delle elementari (o l’equivalente USA delle classi primarie), si può usare iBooks Author anche per scrivere libri di qualsiasi tipo. Schiller snocciola un po’ di categorie che ascolto distrattamente, ma poi si sofferma su quella che stuzzica la mia attenzione, libri si ricette.

iBooks Author è l’applicazione gratuita di Apple per la produzione di libri multimediali.

Un paio di neuroni fanno contatto e mi dico che devo testare questa tecnologia. Ho un paio di ricette scritte da qualche parte, con le relative foto. Ok, lo faccio. Mi scarico iBooks Author, che potete trovare a questo link: http://j.mp/x4Xe3p, e inizio subito a realizzare il mio libro di cucina.

Il titolo lo sapevo subito, così come avevo in testa la canzoncina iniziale. Da Suppakitchen. La supercucina, anche perché all’inizio volevo girare un video tutorial con un cuoco che parlasse con accento tedesco. E poi “Da Suppa” si può tradurre in slang come “The Supper”, la zuppa. Ma AlexCì perché allora? Beh, questo è da ricercare nel mio passato più o meno remoto. Per gli amici sono Alex Gì, o Alex G. perché mi firmavo così un tempo, e anche per via del film di Ali G. Poi quando hanno stampato il mio libro precedente, “Final Cut Pro per i professionisti”, edito da Apogeo (http://j.mp/x1XBkf), in più di un’occasione qualcuno aveva mal trascritto il mio nome in Alex C. Raccuglia.

E poi se si vuole un accento teutonico la Cì fa più scena dellla Gì, no?

Una schermata di iBooks Author.

Ho passato il primo weekend ad impostare la produzione delle prime nove pagine del libro, due ricette, con un minimo di multimedialità. Un paio di ore a ricetta, più o meno, cercando di raggiungere un risultato a metà strada tra il libro di ricetta e il magazine.

iBooksAuthor è una vera e propria applicazione di authoring: non si deve e non si può pensare di scrivere in essa, occorre avere tutti gli asset più o meno pronti e poi metterli insieme. Insomma è da considerare più come a In Design che a Microsoft Word o, tanto per stare in ambientre Apple, Pages. Le potenzialità come strumento di impaginazione variano dallo scarso al cazzuto, ma nell’ottica di una pubblicazione multimediale do-it-yourself siamo a livelli eccelsi. Ed è gratis. Se invece si desidera preparare oggetti a pagamento… Beh, credo che ci sia da lavorarci ancora, ma nemmeno poi così tanto. Quello che conta sono i contenuti, la forma si può ben mettere in pratica, con sforzi più o meno ampi.

iTunes Producer serve ad “impacchettare” gli asset che vengono inviati ad iTunes per l’approvazione e la consecutiva pubblicazione.

Inizio a lavorare con iBooks Author sabato pomeriggio. La prima versione del libro è pronta domenica a mezza mattina e la mando ai miei soci per far loro valutare la potenzialità del software. E poi mando unja copia dello stesso anche ad altri amici, stretti, che hanno un iPad. E il feedback non tarda: il prodotto piace, cosi come anche il linguaggio debosciato e quasi volgarotto. Il libro non si intitola “La cucina di Alex”, è molto più tamarro, molto. Mi dicono tutti che sono un pazzo, ma aprezzano. E noi “artisti” (?!) si sa che andiamo avanti a cibo ed apprezzamenti.

Una delle cose belle di questo modello è data dal fatto che, al contrario delle app o dei magazine, si può distribuire un libro assolutamente in modo gratuito e anche libero da Apple: basta spedire il file che ha estensione .ibooks alla persona a cui lo si vuole dare e il gioco è fatto; si trascina su iTunes e poi si sincronizza l’iPad. Non solo: se si pubblica su uno spazio web si può scaricare direttamente da iPad e installare da esso senza passare attraverso la procedura di sincronizzazione.

iTunes Connect su iPhone consente di tenere sott’occhio le “vendite” (i download) delle proprie opere.

La sera della domenica mi iscrivo su iTunes Connect (https://itunesconnect.apple.com), per iniziare a distribuire il libro mediante l’applicazione gratuita iTunes Producer (http://j.mp/ABu0jG). Aggiorno il libro una decina di volte e ripeto l’upload del pacchetto altrettante volte. Poi per tre giorni lo lascio stare.

Mercoledì sera, proprio durante la sfortunata registrazione del podcast MultiManie (http://www.multimanie.it), in un momento di stanca controllo il mio account su iTunes Connect e… Avevano appena accettato il mio libro! Lo urlo in trasmissione rovinando non poco la in-diretta (anche se poi si scoprirà che non è stata colpa mia) e mi appresto a diventare riccco e famoso.

Scarico per iPad e iPhone l’app di iTunes che consente di tenere sott’occhio le vendite ma, ovviamente, non mi dice nulla. Questo fino a sabato sera quando, per curiosità, durante una cena ad un ristorante cinese, mi accorgo che qualcosa era cambiato e iniziavo a vedere dei risultati: il 3 febbraio, venerdì, erano state scaricate 18 copie del mio libro, di cui una dal Regno Unito. E questo avendo solo mandato un tweetino semplice semplice (da 6 account diversi, sì, ma tant’è…)!

Il giorno successivo: 14 copie, di cui una dagli Stati Uniti. Il giorno dopo,  domenica 5 febbraio, altri 18 download, per un totale di 50 in 3 giorni. Quisquilie, lo so, ma per un oggetto che non ha avuto alcun tipo di battage pubblicitario può essere quasi qualcosa… Non ho altri dati, le schermate che ho a disposizione sono quelle dei soli primi tre giorni di distribuzione.

Un’altra schermata di iBooks Author.

Nel frattempo ho aggiornato il libro scrivendo in totale 5 ricette e una prefazione abbastanza ironica. Ho uploadato il contenuto su iTunes ma il libro non è ancora stato aggiornato.

Ho riciclato le foto che avevo scattato a suo tempo nel corso del 2011 e, per le crepes e per gli stracciati, ho provveduto a scattarne di nuove intanto che cucinavo. Girando anche dei brevissimi video con la mia fida Canon EOS 7D. Il video aiuta molto in un libro di cucina: consente di mostrare il giusto livello di densità di una salsa, o il corretto sfrigolare di un soffritto. La multimedialità aiuta in quanto consente di aggiungere interconnessioni ad un libro che, in caso contrario, sarebbe rimasto solo un elenco di cose da fare. Ed ha anche qualcosa in più di un video di cucina, su YouTube ne potete trovare a miliardi. Ma seguire un video prevede una fruizione passiva, mentre cucinare è un processo più attivo; certo un video si può mettere in pausa, ma non si può dare un’occhiata ad una pagina per avere un riassunto veloce delle quantità degli ingredienti. Insomma: per quanto mi riguarda la struttura del libro di cucina, con in più tante tante foto a colori dei singoli passaggi e i video di approfondimento è quasi l’optimum.

Certo, ok, adesso si dovrebbe trovare un autore vero e non un ciarlatano come me!

Però credo di avere intravisto le potenzialità di questa cosa, nel bene e nel male.

L’aspetto della libreria di iBooks su iPad.

Da Suppakitchen o’ AlexCì è distribuito gratuitamente attraverso iTunes e iBookStore a questo indirizzo: http://j.mp/suppakitchen. Si può leggere solo su iPad, e infatti ad intervalli regolari preparo una versione PDF che distribuisco gratis ai miei amici. O a chi me lo chiede: possiamo parlare di questa cosa sulla pagina Facebook del libro: http://j.mp/suppafb.

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4 Comments
  1. Alex Raccuglia 9 febbraio 2012 at 10:18

    Scrivo qui per ringraziare innanzitutto Simone per aver pubblicato l’articolo e per annunciare che il libro è stato aggiornato ed ora conta di circa 30 pagine.
    Purtroppo sembra che iTunes non lo aggiorni automaticamente per chi l’ha già scaricato per cui chi ce l’ha dovrebbe provvedere a rifare il download.

  2. giorgio raccuglia giaminardi 10 febbraio 2012 at 11:30

    genesi ed evoluzione di un figlio :), pai

    • Alex Raccuglia 10 febbraio 2012 at 11:47

      Dai, pà, che mi metti in imbarazzo… 🙂

      • Simone Pizzi 10 febbraio 2012 at 12:22

        Perché… è un bel pensiero.
        Signor Giorgio non gli dia retta 😉