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Fuori Tempi – 2×19

Fuori Tempi – 2×19

by on 15 gennaio 2013 in Audio Podcast, Fuori Tempi 4 Comments

 

2x19

La puntata di 19 viene pubblicata con lieve ritardo per i soliti problemi di IPN che stiamo tentando di risolvere. Ma ascoltatela con molta attenzione perché proprio a pochissimo dalla consegna delle liste elettorali Paolo Perini ci informa di alcune importanti taroccate nei simboli dei partiti. Ma non solo, come sempre tante importanti notizie per un sunto e un commento sulla settimana economca e politica. Buon ascolto.

 

Dall’Italia

  • La truffa politica finale: i contrassegni elettorali di Ingroia, Monti e Meloni taroccati;
  • Monti continua a fomentare confusione: l’espressione “riformisti” e “conservatori” secondo la realtà e secondo il Montipensiero;
  • Lo spot gratuito di Santoro & Travaglio a Berlusconi;
  • Roma: consigliere M5S abbandona Grillo dopo apertura a Casapound

Dal mondo

  • Londra, il trionfo della finanza sull’economia reale, altra torre aprirà a breve;
  • Parigi, in migliaia sfilano contro le nozze omosessuali (e contro Hollande)
  • Mali, francesi Vs salafiti

Credits

  • Trasmissione ideata e condotta da Paolo Perini
  • Editing di Simone Pizzi
  • Jingle e suound: Cristian Spaccapaniccia
  • Logo: Elisabetta Baldan
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4 Comments
  1. theruler 23 gennaio 2013 at 11:53

    “Un buon giornalista deve saper scegliere a chi fare le domande”.
    Se si vuole una informazione di parte aggiungerei io. Un buon giornalista deve cercare di fornire una informazione il piu’ trasparente possibile mettendo in buca, con le proprie domande, l’intervistato.
    Se tu scelgli chi intervistare applichi gia’ un filtro che a me cittadino non piace. Io desidero sentire tutte le parti. Desidero anche che il politico abbia PAURA mentre viene intervistato. Sono pochi i giornalisti che fanno informazione come si deve. Il giornalismo e’ una vocazione, non si puo’ prendere sotto gamba solo per portare a casa la pagnotta, a quello ci pensano gia’ gli statali.
    Santoro politicamente ha fatto un errore madornale, siamo d’accordo, ma ha fatto quello che doveva dal punto di vista giornalistico. Che poi lo abbia fatto per nutrire il suo smisurato ego e’ un altro discorso.
    Il berlusca ha colto la palla al balzo e si e’ fatto il suo teatrino ed e’ stato bravissimo, purtroppo. Purtroppo non per lui, ma per noi.

    Alla prossima Paolo, e continua cosi’. Magari piu’ tollerante, tanto non e’ con una tua sfuriata (a volte sacrosanta per carita’) che fai PIU’ informazione.

  2. Paolo Perini 23 gennaio 2013 at 13:28

    Ciao Theruler,
    il tuo è un errore di valutazione molto comune. Non esiste un modo oggettivo di dare le notizie, c’è e ci sarà sempre un filtro tra la realtà e le notizie, perché ognuno di noi, compresi i giornalisti vedono e capiscono il mondo secondo la loro sensibilità, secondo la loro cultura, seguendo le proprie idee politiche e la propria formazione. Per tanto c’è sempre un filtro. Molto ipocrisi sono coloro che auspicano piena ogettività nelle notizie: tutto ciò che raccontiamo è soggettivo.
    Perciò dobbiamo assolutamente scegliere quali sono le notizie e quali non sono notizie. Questa scelta presuppone un giudizio, perciò una visione di parte, soggettiva, non oggettiva. Questo è il lavoro del giornalista: capire se c’è la notizia e poi costruire la notizia.

    E’ sgradevole che tu voglia insegnare a me il mio mestiere, io certo non mi permetterei mai di insegnare a te il tuo. Gradirei inoltre che tu, prima o poi, ti palesassi con nome e cognome perché non mi piace molto rispondere a un nickname.

    A un ultima cosa: le mie non sono sfuriate. Se le consideri tali, ti consiglio di cambiare podcast.

    Saluti, e buon ascolto.

  3. theruler 29 gennaio 2013 at 11:18

    Penso di essere in grado di riconoscere una notizia ed una non notizia. Di questa seconda categoria fanno parte tutti i servizi del TG4 ed alcuni del TG1, e comunque tutti quelli sulla falsariga del “cane fuffi che e’ tornato a casa” o del “gusto di gelato dell’anno” o delle “sopracciglie piu’ folte del mondo”.
    Non puoi darmi dell’ipocrita se spero in un giornalismo oggettivo, scusa se spero una cosa che dovrebbe essere ovvia.
    Non sono sempre d’accordo con quello che dici, ma mi piace come lo dici perche’ non parli in modo convenzionale.
    L’hai presa troppo personalmente, la prima parte non era certo una critica a te, piuttosto alla feccia del giornalismo, mentre la faccenda della sfuriata piu’ un commento da amico con cui stai scambiando due chiacchere al bar davanti ad una birra. Mi dispiace molto che te la sia presa, ma questo e’ sicuramente dovuto alla natura del nostro “rapporto” che e’ quasi esclusivamente monodirezionale. Io ti ascolto da piu’ di 40 episodi ed e’ come se parlassi con me seduto nel sedile del passeggero.
    Tu invece non mi conosci, e questo va a mio discapito quando provo ad esprimermi con questi 4 caratteri.

    Se ti ho offeso credimi non era mia intenzione. E se non apprezzassi il tuo lavoro non sprecherei tempo ad ascoltarti, figurati a scriverti.
    Il mio nome te lo scrivo volentieri via mail.

  4. Paolo Perini 29 gennaio 2013 at 12:43

    Dammi pure del tu, e mi scuso per i toni spicci. Sono felice che mi ascolti da pià di 40 episodi.

    Ora veniamo alla discussione, io non ti do dell’ipocrita perché vuoi un giornalismo oggettivo. Ma ciò che tentavo di farti capire è che non può esistenere nulla di pienamente oggettivo, purtroppo: e sto parlando sia di quello che faccio io, sia di quello che può fare qualsiasi altro giornalista, anche più bravo di me. Tutto è filtrato da soggetti che hanno differente sensibilità e esperienze professionali e di vita. Questa è una delle basi della comunicazione, e, non me la sono inventata io. Perciò se, facciamo un esempio, della sentenza di ieri della Cassazione sul risarcimento delle vittime di UStica, tu magari potresti essere portato a vederla solo come una sentenza riguardandte l’aspetto prettamente monetario – il risarcimento, e una sentenza civile – io, magari, potrei vederci, come la Presidente dell’associazione dei famigliari, una prima parte di verità messa nera su bianco, cioè la Cassazione nella sentenza parla di un missile. Perciò è stato un missile, quindi una strage, non cedimento strutturale quindi una fatalità. Eccoti dimostrato Theruler il senso delle mie parole nella puntata n20: anche una notizia che riguarda una sentenza, quindi un pezzo di carta oggettivo, può diventare due notizie, può avere più sfumature a seconda di chi la narra.

    Ciao